Un nuovo manifesto del trash

di Beatrice Galluzzi

Una liberazione, può darsi, o un vincolo inestricabile. Il trash non è da nessuna parte ed è ovunque posiamo gli occhi. Per godere di un onnipresente degrado, della deprivazione, di illusioni vacillanti e afflizione, basta solo allenare lo sguardo a riconoscere i segnali di putrescenza, anche laddove regna una rincuorante fioritura.
Se lʼorizzonte è otturato da una distesa di margherite, noi siamo quelli che si accucciano vicino allʼanimale ripieno di vermi nascosto tra lʼerba.

Cosa sarà mai il trash se non ciò che rimane di noi?

In epoche incongrue e disadorne, siamo esposti dinanzi a specchi ingrati che ci esibiscono per ciò che siamo, ovverosia il nostro risvolto peggiore e quindi il più puro: lo schifo assoluto.
Tutti facciamo schifo. E tutti, dallo schifo siamo sedotti.
Come bambole misere e maltrattate, agglomerati siliconici di vuoto a perdere, siamo condense di un immondo domani che ci vedrà ancor più spogli e nudi, pertanto rivoltanti fino allo stremo.

Il trash, allora, sia la nostra guida.

Che quel lucignolo sottosviluppato e dimesso, quello spiraglio di luce calda che fuoriesce da bidoni scassati di periferia, che quella fiammella immonda si appropri dello spazio buio in cui si sollazzano superficialità e raffinatezza, abbellimenti e filtri pudichi, sogghigni e distrazioni, e che tutta divenga deplorevole e insopportabilmente abbacinante. E noi, assopiti fotofobici, finalmente costretti a guardarlo, con gli occhi sbarrati e lacrimanti di dolore.

Bambole #1
Bambole #2
Bambole #3
Bambole #4
Bambole #5
Bambole #6
Bambole #7
Bambole #8
Bambole #9
Bambole #10
Bambole #11
Bambole #12
Bambole #13
Bambole #14
Bambole #15
Bambole #16
Bambole #17
Bambole #18
Bambole #19
Bambole #20
Bambole #21

2 pensieri riguardo “Un nuovo manifesto del trash

  1. Spero che nessuna bambola sia stata maltrattata. Il trash è vivo, w il trash!

    Piace a 1 persona

    1. Ogni bambola ritratta era consenziente e non ha subito alcun maltrattamento, né fisico, né verbale.
      Sono tornate tutte alla loro vita precedente una volta terminato il set fotografico.
      Non si può dire che stiano bene ma non stavano bene nemmeno prima.

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